Storie dal mondo

Teatroterapia- il nostro posto nel mondo

18 luglio 2018

Non so voi ma io adoro la contaminazione e l’ibridazione che caratterizza la nostra contemporaneità. Per fare un esempio tra tanti: negozi che vendono concetti oltre che oggetti (peraltro di natura molto diversa tra loro). Negli anni novanta a Milano è nato il primo concept store al mondo: Corso Como 10. Uno spazio urbano “abitato” da un negozio di abbigliamento e di oggestistica legati al mondo della moda e dell’arte, un ristorante, una galleria d’arte, un albergo e una libreria. Ne è scaturito un processo irreversibile. Da allora, gli spazi commerciali delle nostre città sono sempre più aperti e tendono ad espandersi per diventare altro. Smettono così di essere “luoghi” per trasformarsi in “momenti” ricchi di significati, di contenuti, di relazioni.

A mio avviso, portare, presentare, vivere l’arte in un negozio d’abbigliamento ben rappresenta questa ri(e)voluzione. Venerdì 1 giugno TeatroinBolla si è “appropriato” di Vismara, negozio di abbigliamento in Lissone, e ne ha “posseduto” gli spazi per trasformarlo  in altro…

Come ben spiega nel suo discorso introduttivo Salvatore Ladiana, fondatore e presidente di TeatroinBolla,  i laboratori di teatroterapia d’avanguardia lavorano per togliere qualcosa, per eliminare schemi e sovrastrutture perché solo attraverso un atto di privazione si può raggiungere la parte più vera di noi stessi. “L’atto creativo prende forma tra gli interstizi dei nostri errori. E’ in quegli spazi che ci sono fertilità e terapeuticità”. In altre parole in questo tipo di teatro viene attivato un processo creativo unico e personale, con l’intento di condurre le persone in scena, i non-attori, ad una trasformazione ed evoluzione di loro stessi. Si mette in scena la rappresentazione della propria realtà, quello che loro sono, il vissuto della persona abbattendo ogni forma di finzione. Come a dire che “tra teatro e terapia scorre l’atto creativo attraverso il quale ognuno di noi può finalmente rappresentare l’essenza della verità”. La propria, ovviamente.

Il Corpo, la voce, l’espressività e l’emotività; e ancora, le mani, le parole, gli occhi sono gli strumenti, il mezzo del non-attore. I movimenti del corpo in uno spazio senza confini e limiti fonde ogni cosa in un unica rappresentazione del sé. E’ un fluido costante e continuo tra tutti i non-attori in scena, ma anche tra noi e loro. La loro realtà si fonde con la nostra. La loro vita è anche la nostra. Ci fanno vivere la loro realtà. O almeno questo è quello che si percepisce. E’ quasi un atto taumaturgico e salvifico.

La loro trasformazione è anche la nostra trasformazione.

Sbagliata, sono le parole di Marsil Yakoub, teatroterapeuta, drammaturga e socia fondatrice di TeatroInBolla, che seduta su una sedia sotto un fascio di luce racconta questa storia.

Sbagliata…

La gonna no, se fossi più sportiva…

Se ti truccassi, se mettessi i tacchi…

Sbagliata… Sbagliata

Amica quando vorresti essere fidanzata, fidanzata quando vorresti essere amica, amante quando vorresti essere fidanzata, bambina quando vorresti essere mamma.

Adulta quando eri solo una bambina.

Sbagliata sempre e comunque… nel posto sbagliato, con l’uomo sbagliato, o sempre con uomini che ti fanno sentire sbagliata.

Comica quando volevo essere sensuale, comica quando ero triste, arrabbiata quando volevo essere triste.

Contromano come un messaggio dei biscotti cinesi, carichi di amore di poesia di buoni intenti.,che ti arriva a fine pasto quando ormai sei pieno… Pieno

Pieno di cosa vorrei sapere… di cosa sono piene tutte le persone che ho incontrato… piene di sé… cieche con uno specchio che proietta solo la loro immagine…

Troppo intelligente, troppo emancipata, troppo donna, poco donna, zingara, selvaggia, stronza.

Guardarsi.. guardarsi… e non ostinarsi a cercare un posto che mi dia un ruolo un posto accanto a qualcuno… Ma un posto tutto mio che nessuno può farmi cadere… dove nessuno mi faccia sentire sbagliata. Un posto dentro di me dove reccarmi..dove riposare… Per poi tornare fuori.

Photo di Gaia Gulizia

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2 Comments

  • Reply couwasignss 18 luglio 2018 at 17:04

    Laura Scatizzi, thank you for your blog post.Really thank you! Awesome.

    • Reply Laura Scatizzi 10 settembre 2018 at 13:01

      :-)!

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