Racconti di vita

Quello che resta

12 settembre 2018

Il viaggio è  finito ormai. Domani è un altro giorno. diverso da ieri. Oggi è il limbo: sto cercando di ricordarmi chi ero, com’ero, prima di andare in vacanza anche se, ne sono certa, quella persona lì non esiste più. Io sono un’altra ormai ma devo riprendere la vita di sempre… 

Tornare a casa dopo le vacanze è sempre un po’ difficile. Quasi traumatico. Comporta necessariamente la fine di qualche cosa di bello (si spero sempre sia così anche se non sempre lo è) o almeno di diverso dalla nostra quotidianità. Si tratta ineviitabilmente di un cambiamento che in quanto tale comporta sempre la morte di qualche cosa ma anche la nascita di qualcosa d’altro.

La fine delle vacanze sono quindi una buona metafora delle contraddizioni che costellano la nostra vita!

E’ più facile partire che tornare, è meglio andare che ricominciare. Forse perché cambiamo cultura e lingua o quantomeno paesaggio. Assumiamo anche un’altro ruolo, anzi possiamo dire che abbandoniamo i nostri ruoli quotidiani; nello yoga si parla di coscienza identificata e coscienza non identificata. Per dirla con parole povere, in vacanza abbiamo la possibilità di non identificarci con i nostri ruoli per esempio professionali. Abbiamo così la possibilità di sperimentare in qualche modo la natura più profonda di noi, possiamo reinventarci, tirando fuori la parte bambina, giocosa e creativa di noi. La parte più nascosta, quella più negata e forse la più vera.

Che si tratti di un viaggio lontano, di mete prima solo immaginate e sognate; di mare, montagna o campagna; di puro relax o di grandi scalate; di tramonti, di albe o di entrambi a distanza di poche ore; quello che rimane sono un serbatoio pieno di ricordi, fotografie nell’album della memoria.

Sarà perché sono romantica o perché mi piace sognare e creare: i ricordi che siano un paesaggio,uno scorcio, un momento unico e irripetibile come  un discorso fatto una notte seduta ad un tavolo tra amici cari o persone interessanti appena conosciute. Attingo a questi giorni per dissetarmi nei momenti più difficili che certamente ci saranno. Li uso per sorridere, per ricordarmi sempre del bello della vita. Queste parole di Banana Yoshimoto esprimono benissimo il mio sentire.  “Giornate così intense non capitano così spesso nella vita. Giornate di una felicità intensa, concentrata. Ed è inseguendo quel vivido miraggio che le persone riescono a tirare avanti e a invecchiare…nella speranza che vacanze come quelle possano ripetersi ogni anno. (…)”.

Quando parlo della fine delle vacanze, in molti mi rispondono che non si può stare sempre in vacanza. Mi piace pensare che la vacanza sia uno stile di vita. Viviamo tutti giornate frenetiche, ricche di impegni, in cui ci dimentichiamo chi siamo e quello che amiamo davvero. Ecco , dovremmo trovare piccoli spazi per noi, piccole coccole per il corpo e la mente, condividere momenti, respirare cercare di vivere intensamente ogni momento.

Buon inizio, qualunque sia!

Photo courtesy bruceinbruges

https://www.instagram.com/bruceinbruges

Per uno stile di vita vacanziero modella nordico

https://www.bambiniconlavaligia.com/hygge-non-solo-un-modo-di-vivere/

 

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