Educazione

Guarda come vedo

9 ottobre 2018

Da qualche mese sto lavorando ad un progetto educativo volto a sensibilizzare sia gli studenti che gli insegnanti nei confronti di tutte le disabilità sensoriali (meno “visibili” e meno conosciute di altre). Sono convinta che molte discriminazioni nascano dall’ignoranza intesa come “condizione determinata dalla mancanza di istruzione o educazione”. La pedagogia e di conseguenza un progetto pedagogico sono o dovrebbero essere alla base della “crescita” dei nostri figli e quindi della società stessa. E’ importante far conoscere a quante più persone possibili che cosa sono le disabilità sensoriali, non solo spiegandole ma “sperimentandole” in prima persona.  Questa è la motivazione che ha animato questo progetto.

PROGETTO EDUCATIVO “GUARDA COME VEDO”

“L’unico vero viaggio…consisterebbe…nell’avere altri occhi, nel vedere l’universo con gli occhi di un altro.” M. Proust.

  • E’ rivolto ai bambini del quinto anno del primo ciclo della scuola primaria. Il progetto è rivolto all’intero gruppo classe per un totale di circa 25 alunni. Per alcuni laboratori la classe sarà divisa in due gruppi che comunque interagiranno tra loro.
  • Se è vero che l’agire personale di ciascuno non è mai un agire semplice, atomizzato, astratto ma è sempre un agire complesso che coinvolge tutta la persona e che mette in gioco: conoscenze, skills, fini, motivazioni, atteggiamenti emotivi e valoriali; possiamo comprendere l’importanza di sviluppare tutte le aree in gioco all’interno di un percorso scolastico. Il Progetto educativo GUARDA COME VEDO è stato pensato come un percorso laboratoriale volto a sensibilizzare gli utenti verso le disabilità sensoriali. I fini educativi sono:
  • Creare e sviluppare empatia attraverso l’esplorazione e la conoscenza di un altro mondo e di un diverso modo di percepire il mondo.  Le disabilità sensoriali non sono facilmente riconoscibili né comprensibili per chi non le vive. Per questa ragione useremo giochi, laboratori, esperienze pratiche dirette per trasmettere sia informazioni sulle diverse malattie e condizioni sia per sperimentare in prima persona le sensazioni e le emozioni che inevitabilmente fanno vivere.
  • Sviluppare e implementare competenze di cittadinanza quali: “collaborare e partecipare”, “comunicare”, “agire in modo autonomo e responsabile”, “acquisire ed interpretare informazioni”.
  • Favorire il processo d’inclusione sociale. Con questa esperienza si auspica una attenuazione di qualunque forma di discriminazione nel rispetto della diversità proprio attraverso la conoscenza e la consapevolezza.
  • E’ suddiviso in 4 moduli per un totale di 5 ore. Il progetto avrà una cadenza di un 1 incontro a settimana (consecutivi) per un totale di 4 settimane.
  • Incontro n.1. durata 1 ora e 30 minuti. Introduzione: ci conosciamo, parliamo di noi e dei nostri sensi; esploriamo ed approfondiamo la teoria delle percezioni di Beau Lotto, neuroscienziato inglese che da anni indaga come il nostro cervello costruisce attraverso i nostri sensi il mondo che ci circonda (visione della TED Conference in cui l’autore spiega in modo molto divertente, diretto e con linguaggio semplice la sua teoria delle percezioni) ; visione (parziale e solo come spunto) del docu-video “Anche gli dei amano il giallo” che racconta la lunga camminata sulla via francigena di un gruppo di ipovedenti.
  • Incontro n.2. durata 1 ora. Laboratorio esperienziale: costruiamo gli occhiali che ci permettono di sperimentare i diversi modi di vedere nelle malattie che colpiscono la vista. La retinopatia pigmentosa (visione tubulare), la Sindrome di Stargard e ADM (perdita della visione centrale che risulta sfuocata, non nitida),.
  • Incontro n.3. durata 1 ora. L’udito. Laboratorio esperienziale con cuffie che simulano l’isolamento acustico. Sperimentiamo inoltre il metodo Malossi: costruendolo e utilizzandolo (metodo nel quale viene utilizzata la mano come strumento di comunicazione, usata come fosse una macchina da scrivere; a ogni parte di essa corrisponde una lettera dell’alfabeto che, toccata o pizzicata leggermente, permette di comporre parole o frasi. Questo metodo è utilizzato dalle persone che hanno appreso il metodo di scrittura prima di diventare sordo cieche).
  • Incontro n.4. durata 1 ora e 30 minuti. Laboratorio e conclusioni. Il tatto. Laboratorio esperienziale al buio (cecità simulata con mascherine antiluce). Usiamo il tatto per conoscere l’altro da sè. Conclusioni e impressioni personali e soggettive.

 

Immagine di riferimento: opera d’arte di Margareth Keane

 

 

 

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